Andrea Jori

Andrea Jori nasce il 30 luglio 1953 a Mantova, dove attualmente risiede

Inizia la sua carriera artistica a metà anni sessanta e sviluppa modi di disegnare, incidere e dipingere che gli valgono l’invito alla Biennale Studentesca del 1971 a Palazzo Strozzi di Firenze, alla quale segue l’esposizione personale, nel 1974, alla galleria l’Inferriata a Mantova. Per tutti gli anni settanta prosegue la sperimentazione artistica con materiali disparati (carta incollata su tela, rame lavorato a sbalzo e fissato a cartoni speciali, pittura vaporizzata su plexiglas, pittura su tessuto, ecc.) che porta alla creazione d’opere effimere andate quasi tutte perdute.

Degli anni ottanta rimane la testimonianza di cartoni gessati incisi e dipinti parzialmente con colori a olio o acrilici, spesso con applicate strutture a rilievo organiche o meccaniche, puntesecche, acqueforti, pastelli, linoleografie, studi per arredo urbano, scenografie teatrali e teatro d’animazione (successivamente l’autore scriverà un libro su Francesco Campogalliani grande poeta, commediografo e burattinaio), schizzi a china, coloratissimi cartoni dipinti con pennarelli. Le prime esperienze relative alla scultura sono databili ai primi anni settanta, parallelamente ad altre ricerche, con la creazione di piccole strutture polimateriche frutto d’assemblaggio di pezzi di plexiglas, acciaio, lamiere ritagliate. Queste opere di transizione, di solito informali, sono poco conosciute poichè; l’autore ha avuto rare occasioni per esporle.

Laureatosi al D.A.M.S. di Bologna nel 1977, Jori nel 1981 apre al pubblico il proprio laboratorio in via Accademia 44 a Mantova che è stato un riferimento per la città e per gli operatori del mondo dell’arte. In questa sede sono state realizzate ceramiche d’arte raku, sculture in terracotta anche monumentali, fusioni in bronzo, medaglie, dipinti con materiali e supporti diversi. È importante rilevare l’impegno sociale dell’artista spesso promotore di conferenze e corsi didattico-culturali atti a favorire lo sviluppo della ceramica d’arte e della scultura anche a livello nazionale. Significative in questo periodo le frequentazioni d’artisti del calibro di Zauli, Caruso, Tasca, Seguri, Pianezzola.

Nel 1985, Jori compie un pionieristico esperimento di cottura ceramica raku in piazza Erbe a Mantova, suscitando molto interesse per i risultati estetici ottenuti. In seguito l’artista approfondisce la tecnica di fusione interattiva ad alta temperatura di smalti, terre, ossidi su lastre di vetro colorato o altri supporti metallici. I tipici altorilievi monumentali dell’artista virgiliano, prodotti negli anni novanta, ricchi di citazioni storico-culturali, di pathos ed energia, rappresentano un insieme equilibrato di raffinatezza compositiva classica, interpretata e valorizzata da una modellazione aspra, essenziale e arcaica. Le figure di queste opere “vuote” e “piene” al tempo stesso, hanno come comune denominatore un vortice dinamico che le attraversa stemperandosi nei colori intensi, scuri e rossastri prodotti dal fuoco. In questi ultimi anni lo scultore mantovano si specializza nella micro e macro fusione del bronzo lavorando assiduamente presso le principali fonderie venete e vicentine, realizzando opere spesso monumentali per importanti sedi anche internazionali. Numerose sono le recenti realizzazioni nel campo dell’oreficeria (micro sculture in argento, platino, oro). Attualmente, Jori si dedica principalmente a committenze da parte d’enti pubblici, privati e religiosi.