Federica Aiello Pini

Nata a Parma e cresciuta a Mantova, Federica Aiello Pini ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e illustrazione a Firenze. Successivamente, nella Masterclass in Visual Art and Design alla Biennale di Venezia “Segni d’acqua, la carta e le sue tradizioni. Tecniche e metodi per la realizzazione della carta a mano attraverso il procedimento creativo” ha approfondito lo studio di un materiale così familiare e centrale nel suo lavoro. 

Nel corso degli anni ha sviluppato la propria ricerca artistica con performance, spesso in collaborazione con musicisti: dapprima in Italia con la compagnia Teatro all’Improvviso per “Solstizio d’Estate. La musica delle meraviglie” a Palazzo Te, Mantova, nel 2012, successivamente ad Amsterdam nella galleria Amstel 41 e a Panama City per Jeronimo Gallery. In seguito a questi spettacoli è stata invitata a condurre una serie di workshop all’ESAD (Escuela Superior de Arte Dramático) di Cordoba in Spagna, nel programma dei corsi di studi di recitazione e scenografia.

 

Per diversi anni ha vissuto a Panama, paese che con le sue lussureggianti foreste e le esplosioni di colori ha influenzato il suo lavoro. Lo stesso è poi avvenuto in Portogallo, dove la travolgente energia dell’oceano ha invaso il suo universo creativo.

Espone in mostre nazionali e internazionali, e i suoi lavori fanno parte di collezioni private e istituzionali in tutto il mondo, come quelle delle Ambasciate Portoghesi a Panama e a Oslo.

Convinta sostenitrice del ruolo delle arti nel miglioramento della salute e del benessere, collabora con istituzioni museali, come la Fondazione Palazzo Te e la Casa del Mantegna a Mantova, ed enti ospedalieri (Ospedale Carlo Poma), nella elaborazione e realizzazione di workshop e progetti di cultural welfare.

Le opere astratte di Federica Aiello Pini sono ispirate dalla natura, che con la sua biodiversità e il suo intreccio di relazioni, è per lei uno stimolo ad indagare la realtà e le connessioni nascoste dietro l’apparenza.  

Immaginando di esplorare e collegare luoghi e dimensioni spazio-temporali, si muove dal microcosmo al macrocosmo senza soluzione di continuità. È la tecnica mista (acrilico, olio, pastello, matita, foglia d’oro) che le permette di evocare percezioni e sensazioni molteplici, mentre, grazie al collage fatto di pezzi di sue opere precedenti, strappati e riassemblati in una comunione e fusione di tempi differenti, prova a costruire un’idea di tempo diverso: non lineare, ma sincronico, in cui passato, presente e futuro coesistono, intrecciando possibilità e soluzioni. Se ci accostiamo alla realtà in modo nuovo, riusciremo forse a scorgere possibilità e aprire varchi, strade, costruire nuovi cammini.

L’indagine artistica coinvolge anche l’essere umano con le sue emozioni, trasformate in astrazione nel corso del processo creativo, così come astratte e universali sono le esperienze umane: le esprime in particolare attraverso il tema del bacio, ricorrente nella sua produzione. Anche le emozioni infatti connettono, nel nostro mondo interiore, tempi e luoghi differenti.

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